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Giornale di Locarno - giovedì 16 marzo 2000
C'è speranza per la "Valascia" valmaggese

Guardare avanti e fissare obiettivi a breve e pure a medio-lungo termine. Direttive che all'interno della Società Pattinaggio Lavizzara hanno fatto scuola, fin dalla prima stagione. Non c'è tempo per fermarsi e godersi i frutti di quanto si è fatto: occorre pensare al domani, porre nuovi traguardi. È con questa filosofia che la scorsa estate si era discusso di un'eventuale copertura della pista, con la realizzazione pure di un ristorante e di un dormitorio, alfine di ospitare compagini magari impegnate in campi di allenamento: insomma, un mini centro sportivo per l'intera Valle. Prossimamente si tornerà a parlare di tutto ciò... Attualmente i discatori che difendono i colori dell'HC Vallemaggia sono una settantina di tutte le età. A questi si affianca la trentina di giovani ragazze che fa parte della sezione pattinaggio artistico. Il tutto inglobato sotto il "cappello" di Società Pattinaggio Lavizzara (SPL). "Un numero certamente importante - commenta Mauro Jelmini, presidente del Club - per una realtà piccola come la nostra. La rinascita di questa fiorente attività risale alla metà degli Anni Ottanta, anni in cui i giovani cominciavano a tornare, o a rimanere, in Valle. Proprio per loro si è voluto fare qualcosa, dare loro la possibilità di praticare un'attività sana". Da lì le basi per la costituzione di una prima compagine giovanile. I primi rudimenti, che con il passare del tempo hanno però compiuto notevoli progressi. Alcuni di questi giovani, già dalla passata stagione sono stati inseriti nella squadra che milita in Terza Lega (cosa che si cercherà di fare anche in futuro), la compagine che funge da traino per tutto il movimento. La politica societaria è quella di dare spazio a tutti. Non si punta dunque necessariamente al risultato. "Non mancano comunque nemmeno i problemi. Oggi i giovani hanno tutto, compresa una vasta gamma di attività sportive fra cui scegliere. Praticare più sport contemporaneamente, tra i più piccoli è possibile, ma nell'adolescenza diviene indispensabile fare una scelta. L'hockey, in inverno, vuole ad ogni modo essere un complemento alle offerte della Lavizzara e, perchè no, dell'intera Vallemaggia. Sono rimasto sorpreso positivamente dalla sezione artistica: un paio d'anni fa per loro non c'era niente. Poi è stata decisa la creazione del gruppo, ora conta una trentina di assidue. Una scelta che si è dunque rivelata azzeccata. Anche il livello tecnico da loro raggiunto è stato sorprendente. E questo rafforza ulteriormente la SPL, che non vuol essere esclusivamente una società hockeystica". Dodici mesi di sport all'anno per il Centro di Prato Sornico. "Noi pattiniamo da ottobre a marzo. Poi durante i mesi caldi, vi sono diversi appuntamenti collaterali". Uno di questi è la corsa in mountain bike (in passato podistica), organizzata in collaborazione con il Gruppo Manifestazioni Fusio. Il penultimo week-end di luglio, sulla pista, tiene invece banco un torneo di roller hockey. Accanto alle attività prettamente sportive, ve ne sono altre di tipo ricreativo. La SPL ha pure uno staff di volontari che all'occasione si mette a disposizione per cucinare pranzi, come è avvenuto all'inaugurazione della chiesa di Mogno. "Attività che hanno lo scopo di favorire la vita soiale e, non da ultimo, garantire importanti proventi. A tal proposito val la pena dire che il nostro budget annuo si fissa attorno ai 200mila franchi". E per il futuro? "L'offerta va potenziata. In tal senso abbiamo già discusso quali potrebbero essere gli obiettivi del futuro. Un'idea era quella di coprire la pista, costruire un ristorante adiacente e un dormitorio che potesse ospitare campi di allenamento. La copertura della pista sarebbe una grande attrazione per tutti, e creerebbe una sorta di centro polivalente, utilizzabile pure per altre manifestazioni, anche in caso di cattivo tempo. Un obiettivo utopico? No, occorre solo una buona base a livello manageriale. Ora che è stata archiviata la stagione hockeystica, ci ritroveremo per studiare nuovamente la questione, e poi si vedrà...".


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